Centro per lo Sviluppo Sostenibile: la sostenibilità alimentare tra le nostre priorità

il Centro per lo Sviluppo Sostenibile di Milano impegnato nella diffusione della sostenibilità alimentare

Attualmente ogni abitante della terra dispone, mediamente, di una quantità di cibo pari a 3000 kcal al giorno rispetto alle 2.500 Kcal del 1961. Una cifra che sarebbe adeguata se non nascondesse profonde disparità. Se l’obiettivo è di raggiungere, nel 2050, una disponibilità di 3 mila chilocalorie al giorno per tutti gli abitanti del pianeta, in modo sostenibile ed eliminando le disparità, i consumi dovrebbero crescere del 30% nei Paesi in via di sviluppo mentre nei Paesi industrializzati dovrebbero diminuire del 25%.

Papa Francesco, nel suo discorso alla FAO del 2014 ci rammenta che le origini di tutti i mali è l’inequità  e sollecita ad avere “sguardo e cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le cause strutturali della povertà”.

Le motivazioni che inducono ad abbracciare e sostenere i principi della sostenibilità possono essere diversi. Indipendentemente dalle motivazioni che stanno alla base di un percorso di sostenibilità, ogni passo che viene sostenuto in questa direzione porta a dei benefici, sia nel “piccolo” es famiglia-azienda, che progressivamente in termini di società tutta, come affermato dal documento The State of Food and Agriculture della FAO (2014) secondo il quale l’innovazione nei Paesi in via di sviluppo deve iniziare dai singoli nuclei famigliari per poi estendersi.

L’importante è iniziare un percorso di miglioramento, che dovrà essere continuo nel tempo e che consenta di garantire il diritto all’accesso al cibo e un impiego sostenibile della biodiversità.

L’impegno di molti prima e dopo Expo Milano 2015 ha reso più veloce il percorso, ma resta ancora molto da fare e occorre un impegno costante da parte di tutti.

Testo scritto da Maura Calliera e Andrea Mascaretti, tratto da White Paper of Edible Insects (il libro bianco è stato ufficialmente presentato al Padiglione UE in Expo 2015)

AL VIA COBAT ZERO WASTE, L’ECONOMIA CIRCOLARE A PORTATA DI CONSUMATORE

Una garanzia totale sui prodotti, che copra anche il ritiro gratuito quando questi smetteranno di funzionare e l’acquirente se ne vorrà disfare. È questo Cobat Zero Waste, il nuovo progetto del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, pioniere in Italia dell’economia circolare, che in questo modo anticipa le nuove linee guida dell’Unione Europea con un servizio che tutela produttori, cliente finale e ambiente. La novità è stata presentata a Milano, nell’ambito di Panorama d’Italia, il tour delle eccellenze imprenditoriali della Penisola organizzato dal settimanale Panorama.

Forte di oltre 25 anni di esperienza nel settore della gestione dei rifiuti tecnologici, Cobat si allea con i produttori per aiutare i clienti, che spesso non sanno cosa fare quando un bene non funziona più o viene sostituito da uno nuovo.

Il progetto Cobat Zero Waste permetterà ai produttori di avere la certezza che i propri beni siano davvero a impatto zero, trasformandosi grazie al riciclo in nuove materie prime da reimmettere nel ciclo industriale, e agli acquirenti di avere un servizio personalizzato di ritiro di questi beni quando vogliono sostituirli o gettarli.

Il sistema è semplice e rivoluzionario. Chi compra un prodotto che aderisce al progetto Cobat Zero Waste, troverà una garanzia aggiuntiva da attivare tramite un portale ad hoc. Attraverso il software di Cobat, potrà scaricare l’attestato e richiedere il ritiro del prodotto quando se ne vorrà disfare. Senza limiti di tempo e gratuitamente.

“Cobat Zero Waste nasce dall’esigenza dei produttori di offrire un servizio che tuteli davvero i propri clienti – spiega Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di garantirlo per tutto il suo ciclo di vita, anche quando smetterà di funzionare. Una garanzia per l’ambiente, perché si avrà la certezza che questo bene finisca nel circuito virtuoso del riciclo attraverso un sistema di tracciabilità tra i più avanzati al mondo. E una garanzia per i cittadini, che hanno finalmente la possibilità di fare scelte ecosostenibili con la semplicità di un click”.

ABB – leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione – in uno scenario caratterizzato da una crescente attenzione verso lo sviluppo sostenibile ha scelto di aderire per prima al progetto Cobat Zero Waste a garanzia dei propri prodotti e servizi.

“Dato il nostro impegno nel campo delle energie rinnovabili e eco-sostenibilità, abbiamo deciso di aderire al progetto Cobat Zero waste – spiega Fabrizio Lorito, Marketing Manager DM Division ABB Italia – L’abbiamo fatto per dare maggior garanzia ai clienti attraverso la tracciabilità delle batterie dei nostri inverter solari con accumulo nel loro intero ciclo di vita, dall’acquisto fino allo smaltimento”.

Cobat vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore della raccolta e del riciclo di prodotti tecnologici a fine vita: batterie esauste, RAEE, inclusi i moduli fotovoltaici, e pneumatici fuori uso. Offre un servizio integrato alle imprese per diverse tipologie di rifiuto, con un’offerta personalizzata sulle esigenze delle aziende.

ABB (ABBN: SIX Swiss Ex) è un leader tecnologico all’avanguardia nei prodotti per l’elettrificazione, nella robotica e nel controllo di movimento, nell’automazione industriale e nelle reti elettriche al servizio di clienti nelle utility, nell’industria, nei trasporti e nelle infrastrutture a livello globale. Da oltre 4 decenni ABB sta scrivendo il futuro della digitalizzazione industriale. Con oltre 70 milioni di apparecchiature connesse grazie a oltre 70.000 sistemi di controllo installati presso clienti in ogni settore, ABB è posizionata al meglio per trarre beneficio dalla quarta rivoluzione energetica e industriale. Forte di un’eredità sviluppata in più di 130 anni, ABB opera in oltre 100 Paesi con circa 135.00 dipendenti.
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