Nasce a Milano un osservatorio per l’intero sistema food con i player più importanti a livello internazionale, pensando al futuro delle città metropolitane

IN THE MOOD FOR FOOD – POLITICHE ALIMENTARI METROPOLITANE – Centro per lo Sviluppo Sostenibile – Pensando alle generazioni future

 

Il progetto In the Mood for Food – promosso da Centro Sviluppo Sostenibile,

CibiLab, Società Umanitaria e Centro Studi Anticontraffazione con il patrocinio e il supporto di  Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano e di Confcommercio – ha avviato durante la settimana milanese dedicata al food l’ambizioso progetto di attivare un osservatorio dedicato all’intero sistema del Food e al futuro dell’alimentazione nelle città metropolitane, coinvolgendo i top player dei vari comparti interessati.

Quattro i focus a cura dei singoli coordinatori: alimentazione metropolitana e sostenibilità,  a cura di Andrea Mascaretti (Presidente Centro per lo Sviluppo Sostenibile); tradizione e ricerca nel settore agroalimentare, a cura di Toni Sarcina (Presidente CibiLab) e di Paola Chessa Pietroboni, direttore CiBi; contraffazione e tutela del made in Italy, a cura di  Daniela Mainini (Presidente Centro Studi Anticontraffazione); il cibo e l’uomo, a cura di Maria Helena Polidoro (Direttore Generale Società Umanitaria)

All’iniziativa hanno aderito oltre ai cuochi stellati Gualtiero Marchesi, numero uno della cucina italiana e Davide Oldani, punto di riferimento per le nuove frontiere del food, grandi imprenditori come Riccardo Illy, realtà innovative come Just Eat Italia, rappresentata dal suo Country manager Daniele Contini. Con loro  anche rappresentanti dei vertici delle Istituzioni delle Forze dell’Ordine e della Magistratura come Tiziana Siciliano, Procuratore della Repubblica del Tribunale di Milano, Stefano vaccari Direttore ICQRF del MIPAF, l’Assessore del Comune di Milano Cristina Tajani e il Consigliere delegato della Città Metropolitana Franco d’Alfonso

Per lanciare il progetto è stata scelta la giornata dell’8 maggio nel contesto di TUTTOFOOD e Milano Food City, per essere al centro di una grande vetrina internazionale e dare un contributo unico e originale. L’evento In the Mood for Food  ha gettato le basi per creare una piattaforma di lavoro capace di riunire e mettere in rete  per la prima volta tutte le realtà coinvolte dalle politiche alimentari metropolitane ai massimi livelli, con l’obiettivo di confrontarsi, delineare gli scenari futuri e indirizzare le scelte di oggi.

Raccogliendo l’eredità della Carta di Milano,  l’evento ha proposto quattro workshop tematici dedicati alle ultime tendenze del mondo FOOD con un panel di 40 relatori di grande prestigio in grado di apportare un importante contributo alle analisi di criticità e opportunità del sistema del food e di tracciarne in anticipo i possibili scenari di sviluppo, tra logistica alimentare, nuove tecnologie, reti di conoscenza e di cooperazione, cultura, qualità e welfare. Cibo identitario, sostenibilità, cultura contro lo spreco e lotta alle frodi agroalimentari sono solo talune delle parole chiave della nuova realtà.

 

Milano Food City: Andrea Mascaretti e le politiche alimentari sostenibili –

Andrea Mascaretti, Presidente del Centro per lo Sviluppo Sostenibile, conduce il workshop sulla sostenibilità alimentare

 

IN THE MOOD FOR FOOD – POLITICHE ALIMENTARI METROPOLITANE

Pensando alle generazioni future

 

Sostenibilità alimentare, contrasto alla contraffazione, le nuove frontiere della ricerca, la lotta allo spreco e il valore cuturale del cibo: sono questi i temi al centro di “IN THE MOOD FOR FOOD – POLITICHE ALIMENTARI METROPOLITANE – Pensando alle generazioni future”, la manifestazione in programma lunedì 8 maggio dalle ore 10.00 alle 12.30 a Palazzo Isimbardi, Via Vivaio 1 Milano organizzata da Centro Sviluppo Sostenibile, CibiLab, Società Umanitaria e Centro Studi Anticontraffazione con il patrocinio e il supporto del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano e di Confcommercio.

 La manifestazione proporrà quattro workshop tematici dedicati alle ultime tendenze del mondo FOOD con un panel di 40 relatori di grande prestigio in grado di apportare un importante contributo alle analisi di criticità e opportunità del sistema del food e di tracciarne in anticipo i possibili scenari di sviluppo futuri, tra logistica alimentare, nuove tecnolgie, cultura, qualità e welfare  .

“Come Amministrazione siamo attenti alla promozione di una corretta cultura alimentare e a contrastare lo spreco del cibo, grazie ad appuntamenti come questo e a Milano Food City riportiamo l’attenzione al cibo al centro del dibattito politico e della vita culturale e sociale della città – commenta l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani che sarà presente all’evento. Prosegue: La settimana di Milano Food City in cui si alternano momenti di incontro, talk, eventi e dibatti ci auguriamo diventi un appuntamento fisso nel calendario della città, arricchendo il palinsesto di offerte tematiche che, dalla moda al design, già sperimentano da tempo una forte risonanza internazionale – non solo veicolando il grande patrimonio gastronomico cittadino e italiano ma promuovendo Milano da punti di vista non scontati, per favorirne una scoperta più autentica, senza tralasciare la lotta allo spreco e l’attenzione ai più bisognosi”.

Durante i lavori verranno coinvolti i principali stakeholder su quattro temi principali, ad ognuno dei quali verrà dedicato un qualificato tavolo di discussione: un’occasione unica per rilanciare l’eredità di Expo 2015 e guardare al futuro.

 IL CIBO E L’UOMO

 “La Società Umanitaria è uno storico ente culturale e di sviluppo sociale che in questi anni ha dato un importante contributo al dibattito sul tema di Expo 2015. Riteniamo che il valore simbolico del cibo, la cultura del cibo, la convivialità, la conoscenza degli altri attraverso il cibo, siano elementi fondamentali di questa nostra società, ed è per questo che nella Milano capitale del food l’aspetto culturale avrà certamente una grande rilevanza.” Conferma Maria Helena Polidoro, direttore generale della Società Umanitaria “Il cibo nella religione, il cibo nell’arte, il cibo nelle tradizioni, ma anche il cibo come elemento d’identità, di conoscenza e d’integrazione sono gli argomenti che svilupperemo in questo workshop per comprendere meglio come si nutriranno i milanesi. E’ proprio il caso di dirlo: il pane è cultura”.

 ALIMENTAZIONE METROPOLITANA E SOSTENIBILITÀ:

COME SI NUTRIRANNO MILIONI DI CITY USER

“Nutrire ripetutamente ogni giorno circa 4 milioni di cittadini e city user della città metropolitana di Milano, in una fascia oraria molto ampia e in ogni angolo della città, è un’attività molto complessa che coinvolge molte strutture logistiche, molte persone e genera grandi opportunità ma anche alcuni sprechi. Questo sistema del food metropolitan” ha dichiarato Andrea Mascaretti, presidente del Centro per lo Sviluppo Sostenibile “oggi è in grande evoluzione con l’avvento dell’e-commerce e delle app che consentono di ordinare un pranzo al ristorante o la spesa al supermercato e riceverli in pochissimo tempo a casa propria senza neanche muoversi dalla poltrona. Il nostro obiettivo è quello di capire in che direzione si sta evolvendo il sistema del food metropolitano  e come ridurre le criticità e contemporaneamente cogliere tutte le opportunità che questa evoluzione ci presenterà. Milano deve diventare il modello internazionale di come si alimenta una città metropolitana in modo sostenibile: offrendo la più ampia opportunità di scelta a ogni ora del giorno della notte, riducendo l’impatto ambientale del sistema del food, garantendo qualità e autenticità di ciò che viene ordinato  e aumentando anche le opportunità di solidarietà alimentare. In questo Milano sarà a tutti gli effetti la capitale del Food.

 TRADIZIONE E RICERCA NEL SETTORE AGROALIMENTARE

L’associazione CibiLAB, nata con l’obiettivo di analizzare e promuovere conoscenze e tendenze relative all’agroalimentare, si propone come centro di riferimento permanente per la valorizzazione della cultura del cibo e delle pratiche d’eccellenza del settore, grazie anche a un rapporto virtuoso di collaborazione/sostegno con le aziende del comparto. Con questa finalità ha invitato al suo tavolo di lavoro in Città Metropolitana interlocutori autorevoli e influenti che operano in diversi ambiti dell’agroalimentare, stimolandoli a confrontarsi per verificare la praticabilità di percorsi di collaborazione reciprocamente vantaggiosi, che diano concretezza al proposito di “fare rete”, ipotizzando come passo immediatamente successivo modalità e canali adeguati per l’attuazione di tale finalità.

 

CONTRAFFAZIONE AGROALIMENTARE E TUTELA DEL MADE IN ITALY

“Parlare di contraffazione agroalimentare a Milano nella settimana dedicata al food – afferma Daniela Mainini, Presidente del Centro Studi Anticontraffazione è tema di grande attualità e si pone in continuità con La Carta di Milano, con cui si è concluso Expo 2015, firmata da oltre un milione di persone e tradotta in 20 lingue diverse, nella quale già il Centro Studi Anticontraffazione ha lavorato affinché fosse affermato il principio secondo cui il cibo è un patrimonio culturale che, in quanto tale, deve essere difeso da contraffazioni e frodi, protetto da inganni e pratiche commerciali scorrette, valorizzato per origine e originalità con processi normativi trasparenti. Dare identità condivisa al cibo per definire meglio cosa intendiamo per contraffazione agroalimentare appare tuttavia un elemento fondamentale. L’Unione europea ha fatto molto in questi anni per dare regole e indicazioni su come dare identità al cibo e su come tutelare i diritti dei consumatori e dei produttori, ma appare più che evidente che difetti una definizione di contraffazione e frode agroalimentare univoche. Ogni Paese lo declina differentemente. Ciò evidenzia che lo sguardo deve essere europeo. Il tavolo confronta buone prassi di lotta alla contraffazione, rilancia il tema delle filiere agroalimentare etiche e pone le basi affinché dalla teoria della Carta si passi alla pratica e alle azioni concrete”

Al termine dei lavori, intorno alle 13.00, è previsto un momento conclusivo lo Chef stellato Gualtiero Marchesi ed Evelina Flachi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizionista e Presidente “Food Education Italy”. Per gli ospiti un risotto alla milanese, un simbolo della città che ospita Milano Food City e la manifestazione TUTTOFOOD 2017: sarà quindi una modalità nuova e originale per raccogliere gli spunti emersi durante i workshop e discutere sulle politiche alimentari per le metropoli del futuro personaggi delle istituzioni e del mondo del food.

 

Centro per lo Sviluppo Sostenibile: la sostenibilità alimentare tra le nostre priorità

il Centro per lo Sviluppo Sostenibile di Milano impegnato nella diffusione della sostenibilità alimentare

Attualmente ogni abitante della terra dispone, mediamente, di una quantità di cibo pari a 3000 kcal al giorno rispetto alle 2.500 Kcal del 1961. Una cifra che sarebbe adeguata se non nascondesse profonde disparità. Se l’obiettivo è di raggiungere, nel 2050, una disponibilità di 3 mila chilocalorie al giorno per tutti gli abitanti del pianeta, in modo sostenibile ed eliminando le disparità, i consumi dovrebbero crescere del 30% nei Paesi in via di sviluppo mentre nei Paesi industrializzati dovrebbero diminuire del 25%.

Papa Francesco, nel suo discorso alla FAO del 2014 ci rammenta che le origini di tutti i mali è l’inequità  e sollecita ad avere “sguardo e cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le cause strutturali della povertà”.

Le motivazioni che inducono ad abbracciare e sostenere i principi della sostenibilità possono essere diversi. Indipendentemente dalle motivazioni che stanno alla base di un percorso di sostenibilità, ogni passo che viene sostenuto in questa direzione porta a dei benefici, sia nel “piccolo” es famiglia-azienda, che progressivamente in termini di società tutta, come affermato dal documento The State of Food and Agriculture della FAO (2014) secondo il quale l’innovazione nei Paesi in via di sviluppo deve iniziare dai singoli nuclei famigliari per poi estendersi.

L’importante è iniziare un percorso di miglioramento, che dovrà essere continuo nel tempo e che consenta di garantire il diritto all’accesso al cibo e un impiego sostenibile della biodiversità.

L’impegno di molti prima e dopo Expo Milano 2015 ha reso più veloce il percorso, ma resta ancora molto da fare e occorre un impegno costante da parte di tutti.

Testo scritto da Maura Calliera e Andrea Mascaretti, tratto da White Paper of Edible Insects (il libro bianco è stato ufficialmente presentato al Padiglione UE in Expo 2015)

AL VIA COBAT ZERO WASTE, L’ECONOMIA CIRCOLARE A PORTATA DI CONSUMATORE

Una garanzia totale sui prodotti, che copra anche il ritiro gratuito quando questi smetteranno di funzionare e l’acquirente se ne vorrà disfare. È questo Cobat Zero Waste, il nuovo progetto del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, pioniere in Italia dell’economia circolare, che in questo modo anticipa le nuove linee guida dell’Unione Europea con un servizio che tutela produttori, cliente finale e ambiente. La novità è stata presentata a Milano, nell’ambito di Panorama d’Italia, il tour delle eccellenze imprenditoriali della Penisola organizzato dal settimanale Panorama.

Forte di oltre 25 anni di esperienza nel settore della gestione dei rifiuti tecnologici, Cobat si allea con i produttori per aiutare i clienti, che spesso non sanno cosa fare quando un bene non funziona più o viene sostituito da uno nuovo.

Il progetto Cobat Zero Waste permetterà ai produttori di avere la certezza che i propri beni siano davvero a impatto zero, trasformandosi grazie al riciclo in nuove materie prime da reimmettere nel ciclo industriale, e agli acquirenti di avere un servizio personalizzato di ritiro di questi beni quando vogliono sostituirli o gettarli.

Il sistema è semplice e rivoluzionario. Chi compra un prodotto che aderisce al progetto Cobat Zero Waste, troverà una garanzia aggiuntiva da attivare tramite un portale ad hoc. Attraverso il software di Cobat, potrà scaricare l’attestato e richiedere il ritiro del prodotto quando se ne vorrà disfare. Senza limiti di tempo e gratuitamente.

“Cobat Zero Waste nasce dall’esigenza dei produttori di offrire un servizio che tuteli davvero i propri clienti – spiega Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di garantirlo per tutto il suo ciclo di vita, anche quando smetterà di funzionare. Una garanzia per l’ambiente, perché si avrà la certezza che questo bene finisca nel circuito virtuoso del riciclo attraverso un sistema di tracciabilità tra i più avanzati al mondo. E una garanzia per i cittadini, che hanno finalmente la possibilità di fare scelte ecosostenibili con la semplicità di un click”.

ABB – leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione – in uno scenario caratterizzato da una crescente attenzione verso lo sviluppo sostenibile ha scelto di aderire per prima al progetto Cobat Zero Waste a garanzia dei propri prodotti e servizi.

“Dato il nostro impegno nel campo delle energie rinnovabili e eco-sostenibilità, abbiamo deciso di aderire al progetto Cobat Zero waste – spiega Fabrizio Lorito, Marketing Manager DM Division ABB Italia – L’abbiamo fatto per dare maggior garanzia ai clienti attraverso la tracciabilità delle batterie dei nostri inverter solari con accumulo nel loro intero ciclo di vita, dall’acquisto fino allo smaltimento”.

Cobat vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore della raccolta e del riciclo di prodotti tecnologici a fine vita: batterie esauste, RAEE, inclusi i moduli fotovoltaici, e pneumatici fuori uso. Offre un servizio integrato alle imprese per diverse tipologie di rifiuto, con un’offerta personalizzata sulle esigenze delle aziende.

ABB (ABBN: SIX Swiss Ex) è un leader tecnologico all’avanguardia nei prodotti per l’elettrificazione, nella robotica e nel controllo di movimento, nell’automazione industriale e nelle reti elettriche al servizio di clienti nelle utility, nell’industria, nei trasporti e nelle infrastrutture a livello globale. Da oltre 4 decenni ABB sta scrivendo il futuro della digitalizzazione industriale. Con oltre 70 milioni di apparecchiature connesse grazie a oltre 70.000 sistemi di controllo installati presso clienti in ogni settore, ABB è posizionata al meglio per trarre beneficio dalla quarta rivoluzione energetica e industriale. Forte di un’eredità sviluppata in più di 130 anni, ABB opera in oltre 100 Paesi con circa 135.00 dipendenti.
www.abb.it